venerdì 6 aprile 2018

Gianluca Falduto - Come i Retailers incontrano i Millennials





Il retail sta vivendo momenti di grandi cambiamenti ad una velocità mai vista prima.

Sai davvero affrontare le nuove ?

Le vendite on line faranno sparire quelle off line?

A queste ed altre mille domande il retailers dovrà trovare delle risposte e delle soluzioni efficaci.

Stay tuned

Gianluca Falduto per Milano Retail Tour

venerdì 23 marzo 2018

video Gianluca Falduto Milano Retail Tour



Gianluca Falduto spiega cos'è Milano Retail Tour






Questo è un esempio concreto di antropologia applicata al Retail.

Milano Retail Tour è uno strumento a disposizione dei negozianti per osservare il cambiamento nel commercio al dettaglio ponendo il cliente al centro durante l'osservazione partecipata.

venerdì 9 febbraio 2018

Scopri i Retail Trends 2018



MiRT Updates - Un viaggio alla scoperta dei Retail Trens del 2018Un perfetto mix di motivazione, ispirazione, dati, strategie e informazioni d’esecuzione.
Dopo sette anni di collaborazione con multinazionali come Rolex, IKEA, Leroy Merlin, L’Orèal, Giorgio Armani, Philips and more, MiRT lancia gli Updates Retail 2018: un’esperienza pratica e completa alla scoperta delle innovazioni in atto nel retail, attraverso materiali ed esercizi sul campo. Utilizziamo l’etnografia urbana per analizzare le Trend Innovation del retail e per fornirvi strumenti pratici per muoversi in un mercato dove l’unica costante è il cambiamento.
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Quando si alza il vento del cambiamento, lo stolto innalza muri per proteggersi,il saggio costruisce mulini a vento. [proverbio cinese]
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Idea _ Milano Retail Tour osserva Retail Trends e Retail Design 2018
Cosa offre Updates?
Updates offre un viaggio alla scoperta del cambiamento durante il quale i partecipanti, etnografi per un giorno, potranno attingere al proprio pensiero laterale, grazie al metodo dell'osservazione partecipante per:
  • Aumentare la "sensibilità" verso il mondo esterno con specifico riferimento all’evoluzione del mondo dei consumi e dei consumatori contemporanei, attraverso una “immersione” nei luoghi più rappresentativi dei cambiamenti in atto nel mondo del retail milanese.
  • Raggiungere la consapevolezza del cambiamento, attraverso un continuo lavoro di connessione ispirativa tra il proprio mondo di riferimento e il potenziale ispirativo dei luoghi visitati.
  • Creare un’occasione di confronto e integrazione culturale e di pensiero (una sorta di think tank itinerante) tra i partecipanti, provenienti da diverse realtà, con conseguente aumento di coinvolgimento e motivazione.
  • Ricevere una serie di stimoli che opportunamente analizzati possano tradursi in insight ad alto valore aggiunto.
In più, le taglie M e L di Updates comprendono i Trend Reports semestrali, quaderni di tendenze realizzati attraverso una attenta analisi del mondo del Retail Milanese posto in confronto con l’Osservatorio di MiRT. L’Osservatorio è un archivio fluido e continuativo, si muove a livello internazionale e viene attivato in virtù di un solido network alimentato dalla collaborazione tra MiRT - Trendwatcher e Coolhunter.
Questa mappatura prende vita attraverso lo studio delle anticipazioni e dei fenomeni più innovativi che plasmano la dimensione della Customer Experience.
Nei Trend Reports verranno presentati casi specifici e schede di approfondimento relative a:
  • Stili di vita, insight e trends che dettano le direzioni di consumo, palesati dai nuovi bisogni del «consumatore evoluto»
  • Nuovi brand e aperture retail caratterizzanti il tessuto milanese.

Iscriviti agli Updates!

Gruppo _ Milano Retail Tour osserva Retail Trends e Retail Design 2018

...come?

Durante il Tour lavoreremo in team su specifiche challenges, esplorando insieme le trasformazioni in atto nel retail e nel customer journey.
Le nozioni apprese e i materiali usati saranno di supporto per la realizzazione dei vostri progetti, saremo al vostro fianco per l’elaborazione di una strategia per rimanere al passo con quanto analizzato.
Risponderemo alle domande:
  • Cosa sono l'etnografia urbana e il design thinking, e come applicarli all'analisi della customer experience?
  • Quali sono i trend attuali e come interpretare i bisogni del consumatore di oggi e del futuro?
  • Quali sono i principali casi a cui ispirarsi? 

Milano Retail Tour osserva Retail Trends 2018 ed Esperienze d'acquisto
...con quali mezzi e materiali?
  • Kit dell'Etnografo: una borsa contenente il materiale necessario per praticare l’osservazione partecipante all’interno dei punti vendita e orientarsi agilmente nella realtà milanese.
  • RetailTour: Esperienza formativa ‘sul campo’. I partecipanti, in qualità di ‘apprendisti etnografi’, seguono itinerari cittadini definiti dai Trendwatcher di Milano Retail Tour, esplorando i luoghi del retail d’interesse rispetto ai temi selezionati dall’osservatorio internazionale, analizzando contestualmente i linguaggi, il lifestyle e le persone che frequentano quegli spazi e il tipo di interazione che si viene ad instaurare tra cliente e staff di vendita all’interno degli spazi visitati.
  • Matrice di osservazione antropologica: outdoor e indoor, questo il doppio setting su cui si basa l’approccio formativo di Milano Retail Tour, che all’osservazione partecipante sul campo fa seguire un momento di analisi e interpretazione in aula di quanto si è osservato. Dal punto di vista teorico Milano Retail Tour fa riferimento all’approccio formativo del Research Based Learning (apprendere dalla ricerca), che deriva dal più noto Learning by Doing (imparare facendo), consentendo di capire come trovare idee, ispirazioni sui trend innovation osservati nel proprio ambito lavorativo e con il proprio team. Il corso si focalizzerà su come scoprire, capire e migliorare l’interazione degli utenti nel retail.
  • Networking Light Trend Lunch: per ripercorrere i focus della giornata e condividere stimoli e impressioni su quanto sperimentato, cercando di tracciare, con il supporto del Ricercatore MiRT una direzione di sviluppo proficua del proprio business.

Milano Retail Tour condivide i Retail Trends del 2018 ed Esperienze d'acquisto
A chi è rivolto Updates?

Il programma Updates è stato progettato per imprenditori, retail professionals, marketing addicted, HR specialists, creative people e tutti coloro che sono curiosi e che vogliono rimanere aggiornati sui trend del retail.
Milano Retail Tour collabora con professionisti esperti del retail in tutti i suoi ambiti di applicazione: visual merchandising, formazione, progettazione e interior design, data management.

giovedì 20 luglio 2017

Tre esempi di personalizzazione in store nel settore moda

Nell'articolo La personalizzazione dei prodotti come strategia dei brand nella fidelizzazione del clienteabbiamo visto che la personalizzazione del prodotto è un metodo utile per coinvolgere i clienti e costruire una forte relazione con i marchi.
Ecco 3 esempi di personalizzazione in store:
3 esempi di personalizzazione in store  gucci.pngNel giugno del 2016, Gucci ha lanciato il progetto DIY, acronimo di Do it yourself, consentendo ai clienti di personalizzare, tramite l’aggiunta di ricami, sticker di tessuto, finiture in metallo o le proprie iniziali, l’iconica Dionysus bag. 
Questo servizio di personalizzazione è cominciato nel Flagship di Via Montenapoleone a Milano e oggi è sbarcato in tutto il mondo visto l’enorme riscontro da parte dei clienti. Inoltre Gucci comincerà ad includere nuovi  prodotti come le Ace sneakers, le scarpe Princetown e altri capi d’abbigliamento tra quelli che potranno ottenere i trattamenti di DIY.I clienti di Gucci sono diventati co-designer con il lancio del servizio Gucci DIY Project. 

Un altro caso emblematico è quello NIKEiD, ideato di Nike per consentire ai propri clienti di progettare le proprie scarpe, vestiti e borse online. Questo servizio genera un business di 100 milioni di dollari solo negli Stati Uniti.
Il grande utilizzo di Nikeid consente al marchio dello swoosh di scoprire, capire e approfondire i gusti dei suoi acquirenti.




burberry3.jpgInfine, Burberry ha invitato i suoi artigiani a realizzare direttamente nello store di Regent Street a Londra le personalizzazioni sui capi in base alle richieste dei clienti. I consumatori hanno avuto l’incredibile occasione di avvicinarsi al mondo della filiera produttiva e scoprire le tecniche più artiginali come la goffrattura a mano realizzata sulla pelletteria o sui noti coppotti in trincea.
Burberry adotta una strategia di see-now e buy-now grazie alla trasmissione dei suoi valori artigianali che incarnano la tradizione del marchio e il suo know-how.
Il consumatore desidera essere sempre più partecipe al successo dei brand che ama e questo è reso possibile dalla disponibilità a mettersi in gioco delle aziende più lungimiranti per fidelizzare i propri clienti e trasformarli in ambasciatori della marca.

mercoledì 3 maggio 2017

Chief Customer Officers: sono necessari o inutili?

Qualcuno di recente ha sollevato la questione: perché le aziende hanno bisogno di un Chief Customer Officers ... non è il lavoro del CEO?
Questa domanda è diventata popolare più di cinque anni fa. E' una domanda giusta, dal momento che le organizzazioni non possono solo continuare ad aggiungere nuovi "Chief <vattene a pesca> Officers" alle loro squadre di esecutivi.
Si scopre che la risposta non è un semplice "sì" o "no". La mia opinione su questa questione è la stessa che è ho dato per molti anni,
la posizione ha un senso nel giusto ambiente.
Sembra che ci sia stata una ripresa di interesse per il titolo di “Chief Customer Officer” Ho “studiato” questo ruolo per un po' ed ho osservato decine di questi dirigenti (che spesso hanno un “titolo” diverso).
C'è una domanda che ho sentito un sacco di volte che sembra suscitare un certo dibattito: le imprese non hanno bisogno di un Chief Customer Officer? Beh, ho incontrato zeloti su entrambi i lati della questione.
Quelli che dicono “assolutamente sì” sono convinti che le aziende non possono cambiare senza un alto dirigente che “possiede” relazioni con i clienti, qualcuno che possa portare la sua esperienza e visione all'esecutivo per capitalizzare tutti gli sforzi rivolti ai clienti di un'azienda. L'argomentazione è stringente - i clienti sono certamente abbastanza importanti da meritare un dirigente dedicato.
Quelli che dicono “assolutamente no” sono convinti che le aziende non possono risolvere il problema creando una nuova posizione esecutiva. Essi ritengono che questo finisca per essere un movimento superficiale - come mettere il rossetto a un maiale. L'argomentazione è delicata - lo chiamano spesso (Chief Customer Officer) per un nuovo esecutivo, ogni volta che non sanno che altro fare.
E' un dilemma interessante quando entrambi i lati di una questione sono convincenti. La mia posizione su questa faccenda è altrettanto dogmatica: assolutamente sì e assolutamente no.
Intanto vi do qualche numero:
Per capire la mia posizione, cominciamo spostando la questione un po'. Invece di chiedervi se o non avete bisogno di una persona con il titolo specifico di “Chief Customer Officer” cerco di chiedervi se o non avete bisogno di un esecutivo incaricato di uno sforzo concertato per migliorare l'esperienza dei clienti a più livelli in tutta l'azienda. Se una società è veramente impegnata a migliorare la loro esperienza del cliente, quindi un dirigente responsabile di quel processo di cambiamento sarà molto importante. Quella persona (che può o non può essere chiamato “Chief Customer Officer”) può portare una serie di iniziative come l'istituzione di metriche esperienziali del cliente e lo sviluppo della "voce del cliente".
Ma questo tipo di posizione ha senso solo se l'amministratore delegato è veramente impegnato in un cambiamento significativo e riterrà l'intero team esecutivo (non solo il nuovo dirigente) responsabili dei risultati. Se il piano è quello di rendere il nuovo esecutivo incaricato di “possedere” l'esperienza del cliente, allora creare questa posizione - sarà come fornire solo un capro espiatorio a portata di mano per i dirigenti che non fanno i cambiamenti necessari nelle loro organizzazioni.
La trasformazione non è facile.
C'è una forte necessità di un gruppo centralizzato quando le aziende sono in una modalità di trasformazione, di apportare modifiche che attraversano l'intera organizzazione. Questo tipo di sforzo non può essere fatto senza supporto centralizzato e la sua facilitazione. Ma prima che le aziende investano in gruppi centralizzati e che l'organizzazione si impegni nel viaggio è probabile che accada:
1) Che sia scaricata completamente la responsabilità per l'esperienza del cliente a questi gruppi; oppure 2) Che questi gruppi siano soffocati attraverso la politica interna. In entrambi i casi, questi gruppi sono suscettibili di fallimento.
Anche se questi gruppi sono importanti in alcune fasi, non dovrebbero mai “prendere in consegna” attività di customer experience. Invece, essi dovrebbero facilitare e sostenere le attività di trasformazione in tutta l'organizzazione. Ho definito le seguenti 8 categorie di attività sulle quali questi gruppi dedicate alla customer experience centralizzate possono lavorare:
  1. Gestione e conoscenza del cliente. Sviluppare e sostenere "la voce del cliente".
  2. Misurare l'esperienza del cliente. Creare e tenere traccia delle metriche di customer experience chiave e i relativi cruscotti di gestione.
  3. Le comunicazioni dei dipendenti. Assicurarsi che i dipendenti siano informati e impegnati negli sforzi.
  4. Miglioramento del processo. Aiutare le interazioni e l'organizzazione della mappa dal punto di vista del cliente e quindi ridisegnare i processi interrotti.
  5. Difesa del cliente. Assicurarsi che le esigenze dei clienti siano prese in considerazione in tutte le decisioni chiave.
  6. Cultura e formazione. Lavorare attivamente sul cambiamento culturale e identificare la formazione richiesta lungo la strada.
  7. Gestione risoluzione dei problemi. Stabilire e sostenere il processo per la risoluzione di problemi dei clienti che emergono.
  8. Coordinamento Cross-organizzativo. Sostenere i team interfunzionali e i processi che governano l'esperienza e i suoi sforzi.
La linea di fondo per le aziende dovrebbe essere: Chief Executive Officer? Può essere utile nel giusto ambiente.

Voi cosa ne pensate?